Il regno Unito è leader nel settore delle
biotecnologie in Europa, particolarmente nei campi della farmaceutica,
diagnostica, chimica e agroalimentare. Sono presenti circa 435 aziende
biotecnologiche, unitamente, ai service providers. In maggioranza queste
aziende sono di piccole e medie dimensioni, esistono tuttavia aziende
importanti tra cui Acambis, Shire, Cobra e Celltech che rappresentano circa il
70% della capitalizzazione borsistica continentale del settore biotech.
Punto di
forza del comparto biotecnologico è l’interazione fra ricerca, industria e gli
investitori professionali ed istituzionali. Il Regno Unito riveste un ruolo di
primaria importanza all’interno dell’industria biotecnologia, grazie ad
un’esperienza ormai consolidata nei tradizionali settori chimico,
agroalimentare e marino e ad un nuovo tipo di approccio volto ad integrare le
diverse branche della biotecnologia, White (microbiale, secondo la
classificazione del Regno Unito), Green (piante e raccolti) e Blue
(marino e acquadolce).
Per un ulteriore approfondimento nella sezione
corrente è possibile effettuare il download del file relativo alla nota
di mercato del comparto biotecnologico britannico per l’anno 2007, redatto
dall’ufficio ICE di Londra, all’interno della quale è possibile visionare
dettagliatamente i settori più importanti del comparto biotech inglese e le
aziende che operano al suo interno. Tali aziende si concentrano intorno alle
università e ai centri di eccellenza, il più importante dei quali è Cambridge,
designato come un ‘super cluster internazionale’. Tra
gli altri centri di notevole importanza si contano: Edimburgo, Londra,
Glasgow, il corridoio Liverpool-Manchester, Newcastle ed Oxford. I dati si
basano su alcune indagini fornite agli uffici da fonti locali.