La Spagna occupa il secondo posto in ambito europeo ed il quinto in quello dell'OCSE per numero di aziende che operano nel campo
delle biotecnologie. La media dei lavoratori per impresa è passata dalle 6 unità del 2003 alle attuali 20 unità e, dal 2006, gli
investimenti pubblici in attività di R&S sono cresciuti del 30%. Sulla base dei dati del locale Ministero della Scienza e
dell'Innovazione, l'impatto macroeconomico delle biotecnologie (effetti diretti, indiretti e indotti) ha raggiunto nel 2010 l'1,2%
del PIL spagnolo.
In questo trend positivo meritano un particolare cenno le attività di R&S&I nel campo della salute. Infatti, la Spagna
occupa, dietro gli Stati Uniti, il secondo posto dell'OCSE per volume di risorse pubbliche destinate alle ricerche nel settore
sanitario. Questi investimenti sono cresciuti ad un tasso medio del 25% negli ultimi anni e hanno contribuito a posizionare il
settore delle biotecnologie in Spagna tra i più dinamici del mondo.
La distribuzione percentuale delle imprese spagnole che operano nelle varie aree biotecnologiche si è mantenuta costante negli ultimi
anni. I dati recenti pubblicati dal locale Istituto di Statistica (anno 2008), infatti, collocano la salute umana al primo posto con
quote superiori al 40% del totale, al secondo posto si trova l'alimentazione (36%), seguita da agricoltura e foreste, salute degli
animali e acquacoltura che, con leggere variazioni, hanno mantenuto quote intorno al 20%. Infine, figurano nella lista il settore
dell'ambiente (18%) e quello dell’industria (13%).
Per un ulteriore approfondimento nella sezione corrente è possibile effettuare il download del file relativo alla nota di mercato
del comparto biotecnologico in Spagna per l'anno 2010, a cura dell’ufficio ICE di Madrid. I dati e le informazioni contenuti in
questa analisi, sono stati raccolti contattando le imprese del settore identificate e si basano sulla loro attività e sui loro
interessi strategici a realizzare accordi di cooperazione internazionale.