Il settore delle biotecnologie in Italia, nonostante la difficile congiuntura economica, è in continua crescita. Le industrie
censite sono 319, impegnate nella ricerca e sviluppo in ambito biotech e, di queste, 187 sono state etichettate come "pure biotech",
secondo la definizione di Ernst & Young. Tali aziende, nel 53% dei casi sono
start-up e nel 24% sono spin-off accademici. Le dimensioni delle suddette
aziende sono prevalentemente micro (41%) o piccole (27%). Per quanto concerne,
invece, la suddivisione sulla base dei settori di applicazione, il biotech
italiano si conferma, ancora una volta, impegnato soprattutto nell’ambito della
salute umana. 197 (61%), infatti, sono le aziende attive nel settore red
biotech, 42 (13%) nel green biotech, 21 (7%) nel white biotech e le restanti 19
(6%) sono attive in più di un settore di applicazione. Prendendo in
considerazione il giro di affari delle aziende biotech, si registra un
fatturato complessivo del comparto di 6,8 miliardi di Euro. Le pure biotech
incidono sul fatturato dell’11% pari a 731 milioni di euro. Se si analizzano le
aziende dal punto di vista delle dimensioni, invece, si registra che le aziende
che hanno più di 250 addetti sono responsabili del 84% del fatturato
complessivo, mentre le micro-imprese producono l’1% del fatturato. Se ci si
focalizza, infine, sulle pure biotech, più dell’80% del campione risulta essere
composto da micro e piccole imprese, mentre le grandi imprese, che producono il
74% del fatturato complessivo, sono solo il 3%.